Successione testamentaria

La successione è testamentaria quando l’eredità o parte di essa viene devoluta in base alla volontà del decuius a suo tempo espressa mediante testamento. Il testamento non è altro che l’espressione delle ultime volontà del defunto.

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successione ereditaria

Il testamento è infatti un atto personalissimo, che può essere fatto per esprimere le volontà di una sola persona e quindi non dichiarazioni congiunte.

Esso, inoltre, è continuamente revocabile, fino alla morte dell’interessato, e produce i suoi effetti soltanto dopo che tale evento si è verificato. Ad ogni testamento, quale che ne sia la forma, si può togliere validità, da parte del testatore, facendogliene seguire un altro. Non c’è necessità, per revocare un testamento, di seguire la stessa forma ne è necessario dichiarare esplicitamente che si intende revocare le disposizioni contenute nell’atto precedente.

Tutti possono fare testamento, ad eccezione dei minori di età, delle persone interdette per infermità mentale, delle persone che pur non essendo state interdette siano tuttavia incapaci di intendere e di volere nel momento in cui fanno testamento. Se il testamento risulta fatto da persona incapace per una delle ragioni richiamate risulta essere nullo, esso può quindi essere impugnato da chi vi ha interesse.

Il contenuto tipico dell’atto testamentario è di natura strettamente patrimoniale, consistendo nell’istituzione di erede e/o legato; tuttavia il testamento può presentare anche un contenuto di carattere eventuale, quale riconoscimento di un figli naturale.

Infatti, il testatore col testamento oltre a disporre del proprio patrimonio può:

– riconoscere figli naturali;

– nominare un tutore per minorenni o interdetti;

– abilitare nuovamente un indegno alla capacità di succedere;

– nominare un esecutore testamentario;

– esprimere desideri in merito alla propria tomba.

Quanti tipi di testamento esistono?

La legge prevede tre forme possibili di testamento.

Il testamento può essere ordinario o speciale:

– nell’ambito della prima categoria la legge distingue il testamento olografo da quello redatto per

atto di notaio, a sua volta pubblico o segreto;

– i testamenti speciali rappresentano particolari forme di testamento pubblico, riconosciute solo per

determinate situazioni o circostanze eccezionali.

Il testamento olografo previsto dall’art. 609 c.c., costituisce la fattispecie più semplice, infatti si presenta sotto forma di scrittura privata necessariamente scritto per mano del testatore, datato e sottoscritto.

La mancanza di autografia rende infatti il testamento nullo, mentre la sottoscrizione posta alla fine delle disposizioni deve contenere nome e cognome del testatore, oppure uno pseudonimo che lo individui con certezza. La data deve contenere l’indicazione del giorno, mese ed anno in cui il testamento fu scritto.

Quando il testatore sarà deceduto, il testamento olografo dovrà essere pubblicato da un notaio perchè produca gli effetti validi per la successione ereditaria.

Il testamento pubblico, previsto dall’art. 603 c.c., viene invece dettato personalmente dal testatore a un notaio, in presenza di due testimoni, che, insieme al testatore e al notaio, lo sosttoscrivono.

Esso è conservato dal notaio.

Il testamento segreto, altra fattispecie redatta per atto di notaio, è previsto dall’art. 604 c.c. e viene scritto di proprio pugno dal testatore, oppure fatto scrivere sotto dettato dal testatore ad un terzo sia a mano che con mezzi meccanici, ma deve sempre essere sottoscritto dal testatore, salvo che questi non sappia scrivere o non abbia potuto sottoscrivere per altro impedimento.

In tal caso, tuttavia, il testatore deve dichiarare al notaio ricevente di aver letto il testamento e di approvarlo, nonché la causa che gli ha impedito la sottoscrizione, che verrà menzionata nell’atto di ricevimento.

Anche in questo caso, a conservare l’atto è il notaio sino alla morte del testatore, dopodichè il notaio provvederà alla pubblicazione del testamento.

I testamenti speciali sono invece delle dichiarazioni rese dal testatore ad un pubblico ufficiale od assimilato in circostanze particolari e redatte per iscritto ad opera di quest’ultimo, con un’ efficacia limitata nel tempo e pari a tre mesi dal ritorno della situazione normale.

Fanno parte di questa categoria quelli redatti in occasione di malattie contagiose, calamità pubbliche ed infortuni, che vengano ricevuti da notaio, conciliatore (oggi giudice di pace) del luogo, sindaco od assessore delegato che ne faccia le veci nonché da ministro di culto (art. 609 c.c.).

Ulteriori fattispecie speciali sono rappresentate poi dai testamenti in navigazione marittima od aerea, ricevuti dal comandante della nave o dell’aereo (artt. 611 e 616 c.c.), nonché dai testamenti dei militari e assimilati, raccolti per iscritto da un ufficiale, da un cappellano militare o da un ufficiale della Croce rossa (art. 617 c.c.).

Quote di successione: disponibili e non disponibili

Quote non disponibili.

Nel caso di successione testamentaria, una quota del patrimonio deve essere “riservata” a determinate persone (dette “riservatari”), anche se ciò è contrario alla volontà espressa dal testatore, il quale quindi non può disporne a favore di altri, né con il testamento, né con donazioni antecedenti la morte.

La legge vuole infatti tutelare i congiunti più stretti.

Le persone che hanno diritto alla riserva sono:

  •  il coniuge;
  •  i figli (o i loro discendenti, se i figli sono premorti);
  •  i genitori (in assenza di figli).

Le quote di riserva sono diverse, a seconda di quali e quanti siano le persone che hanno diritto alla riserva (i riservatari).

Per esempio: in assenza di coniuge, ai figli la legge riserva solo metà del patrimonio, se vi è un solo figlio; se i figli sono più di uno, la quota complessiva loro riservata è di due terzi (che viene suddivisa in parti uguali in favore di ogni figlio).

Quote disponibili

La parte del patrimonio caduto in successione, dopo aver sottratto la “quota di riserva”, rappresenta la “quota disponibile”, che può infatti essere liberamente “disposta” a favore di chiunque, senza alcun vincolo.

Ai legittimari spettano di diritto le seguenti quote (cosiddette “quote di riserva” o “di legittima”), sulle quali non possono imporsi né oneri, né condizioni di alcuna specie da parte del testatore.

Quote di riserva per le singole categorie di legittimari:

FIGLI

Ai figli è riservata la metà del patrimonio del genitore, se questi lascia un solo figlio quindi:

1⁄2 Disponibile – 1⁄2 Legittima del figlio.

Se i figli sono due o più (art. 537 c.c.):

1/3 Disponibile – 2/3 Legittima del figlio.

ASCENDENTI

Agli ascendenti legittimi è riservato un terzo del patrimonio (art. 538 c.c.):

2/3 Disponibile – 1/3 Legittima ascendenti.

CONIUGE

Al coniuge è riservata la metà del patrimonio (nel caso in cui non vi siano figli). Inoltre al coniuge sono sempre riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso dei mobili che la corredano, se la casa era di proprietà della persona della cui eredità si tratta, o comune. Tali diritti gravano sulla porzione disponibile:

1⁄2 Disponibile – 1⁄2 Legittima coniuge.

Quote di riserva nei casi di concorso:

CONIUGE E FIGLI

Se con il coniuge concorre un solo figlio legittimo o naturale, la quota di riserva per il figlio è di un terzo. Al coniuge spetta un altro terzo del patrimonio oltre al diritto di abitazione:

1/3 Disponibile – 1/3 Legittima coniuge – 1/3 Legittima figlio

Se i figli sono due o più, la complessiva quota di riserva è di tre quarti, di cui spettante al coniuge un quarto del patrimonio e un mezzo ai figli, da dividersi in parti uguali tra tutti.

Al coniuge spetta inoltre il diritto di abitazione:

1/4 Disponibile – 1/4 Legittima coniuge – 1/2 Legittima figlio

CONIUGE CON ASCENDENTI

Se con il coniuge (nel caso in cui non vi siano figli) concorrono gli ascendenti legittimi, a questi spetta un quarto ed al coniuge la metà del patrimonio (art. 544 c.c.).

La disponibile è inoltre gravata dal diritto di abitazione a favore del coniuge superstite. Se gli ascendenti sono più di uno, la quota ad essi riservata è ripartita con le stesse modalità previste per la successione legittima:

1/4 Disponibile – 1/4 Legittima ascendente – 1/2 Legittima coniuge

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